PEDALA ANCHE TU CONTRO LA DISCARICA D’AMIANTO

luglio 10, 2009 at 7:26 am (COMUNICATI & INIZIATIVE)

scarica il file, copia, stampa, diffondi!!!

LO SAI CHE SIAMO TUTTI IN PERICOLO?

LO SAI che l’amianto è un materiale altamente nocivo per la salute umana?
L’inalazione delle sue fibre può provocare l’asbestosi e il mesotelioma pleurico. Dal
2004 ad oggi son morte in italia quasi 4000 persone per patologie legate all’amianto
e il picco di mortalità è previsto attorno al 2020. Non è necessario essere esposti
all’amianto in modo prolungato per subirne gli effetti letali, può essere sufficiente
anche una breve inalazione.

LO SAI che vogliono costruire a Cappella Cantone un sito per lo stoccaggio dell’amianto dalla capacità di 260.000 m3? Ciò rappresenta un rischio per la salute non solo dei residenti nei comuni vicini alla discarica, ma per tutti coloro i quali vedranno i loro territori attraversati dai camion adibiti al trasporto dell’amianto.

LO SAI che dietro a questo ennesimo scempio c’è chi ci guadagnerà – e molto – alla faccia della nostra salute e dell’ambiente in cui viviamo? La discarica verrà costruita
da un privato, la ditta CAVENORD dei fratelli Testa amica della giunta regionale
lombarda che ha avvallato il progetto avendo tutto l’interesse a promuovere nuovi
centri in cui smaltire soprattutto l’amianto proveniente dai lavori di ristrutturazione
per l’EXPO 2015.

LO SAI che esistono procedimenti in grado di trasformare l’amianto in materiale
ceramico rendendolo così inerte e innocuo per la salute? Questi procedimenti non
vengono incentivati perché hanno dei costi superiori – e di conseguenza ricavi
inferiori – rispetto al conferimento in discarica. L’inertizzazione rappresenta una
soluzione definitiva al problema ed è già utilizzata su scala industriale all’estero
(Francia, Germania, Austria…).

PER BLOCCARE la costruzione della discarica è necessario impegnarsi in prima
persona. Dobbiamo tutti insieme difendere l’ambiente che ci circonda e con esso la
nostra salute, contrastando le logiche di profitto a tutti i costi.
LA DELEGA A PARTITI, ISTITUZIONI E PORTABANDIERE VARI NON E’ LA SOLUZIONE!
Porta anche tu il tuo contributo partecipando alle assemblee che si tengono ogni
giovedi alle ore 21 presso il circolo ARCI di SORESINA, via Bertesi 2.

VOLANTINO SCARICABILE IN PDF

Permalink Lascia un commento

SABATO 4 LUGLIO – Iniziativa contro la discarica d’amianto di San Polino – Brescia

luglio 1, 2009 at 12:19 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

Permalink Lascia un commento

PROSSIMI APPUNTAMENTI

giugno 12, 2009 at 12:55 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

19 giugno ore 21

il comitato spontaneo contro le nocivita di San Polo (BRESCIA) organizza
DOMENICA 14 GIUGNO 2009
BICICLETTATA ECOLOGICA

contro la costruzione della discarica d’amianto di SanPolino e contro la costruzione del nuovo polo logistico.

ritrovo ore 10 presso il parcheggio del centro comm.le Margherita d’Este Via S.Polo – Brescia.

Permalink Lascia un commento

GIOVEDI 11 GIUGNO ore 21 – ARCI SORESINA

giugno 1, 2009 at 2:27 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

Assemblea pubblica aperta a tutti gli interessati a partecipare alla mobilitazione contro la costruzione della discarica d’amianto di Cappella Cantone.

Permalink Lascia un commento

GIOVEDI 28 MAGGIO ore 21 – ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO L’ARCI DI SORESINA

maggio 21, 2009 at 2:33 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

Invitiamo tutti i soggetti sensibili ed interessati a costruire un percorso di lotta capace di opporsi concretamente alla costruzione della discarica d’Amianto di Cappella Cantone a partecipare ad un primo incontro/copnfronto aperto ed orizzontale che si terrà

GIOVEDI 28 MAGGIO
ore 21
presso CIRCOLO ARCI
via Bertesi 2
SORESINA (CR)

Permalink Lascia un commento

VOLANTINO DISTRIBUITO IN OCCASIONE DI “A…COME AMIANTO”

maggio 21, 2009 at 2:29 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

La commistione tra affari e politica è cosa nota e vecchia quanto il mondo. Non vi è imprenditore che non goda di protezioni politiche e non vi è politico che non abbia i propri protetti.
Ad ogni giro c’è una fazione che comanda e di conseguenza un blocco di imprese che lavorano. E gli altri?
Non rimane loro che aspettare “democraticamente” il proprio turno e lavorare per costruirsi un serbatoio di consenso, scagliandosi magari nel frattempo contro le speculazioni orchestrate dalla controparte ed ergendosi a difensori di quei “cittadini” che non vedono l’ora di derubare a loro volta.
Si badi bene: non intendiamo fare del populismo. Solo riteniamo indispensabile questa premessa per inquadrare correttamente la questione Cappella Cantone e i giochi politici che si stanno consumando sulle nostre teste.

GLI AFFARI: EXPO 2015 incombe e la lobby del cemento è già da tempo in fermento.
Non crediamo sia casuale che, proprio ora che ci saranno ingenti quantità di amianto da smaltire provenienti dalla ristrutturazione della metropoli meneghina, stiano sorgendo come funghi centri di raccolta del pericolosissimo materiale.
Tra i pescecani che si sono tuffati nel business vi è l’ormai famosa – per chi ha seguito la vicenda – impresa CAVENORD di proprietà dei F.lli Testa, in quota Lega Nord, che acquistò in tempi non sospetti il terreno della cava Retorto ad un prezzo doppio rispetto al valore di mercato. Evidentemente avevano ricevuto rassicurazioni da chi di dovere – nella fattispecie la regione lombardia – che la discarica si sarebbe fatta.

LA POLITICA: La regione lombardia infatti ha appoggiato sin dal principio la proposta ed ha recentemente dato il via libera definitivo alla costruzione di entrambe le discariche: quella di Cappella Cantone – ferma in attesa della VIA (Valutazione di Impatto Ambientsle) – e quella di Cingia de Botti.
Grandi sponsor del progetto sono stati il vicepresidente della regione Rossoni (cremasco e forzista) e l’assessore all’ambiente Boni, Lega Nord.
A nulla sono serviti i lamenti e le suppliche dell’amministrazione provinciale guidata da un Torchio in versione insolitamente barricadera. Lanciatosi nello scontro, con la Regione di opposto colore politico all’affannosa ricerca di qualche voticino in più in vista delle prossime amministrative, l’abbiamo visto con gli amministratori locali sfilare sotto il Pirellone.
Non ci aspettavamo nient’altro che questo vista la repentina svolta ambientalista del centro-sinistra provinciale, dal momento che gli stessi personaggi sono colpevoli altrove di scempi altrettanto gravi quanto la suddetta discarica di amianto. Basti pensare al progetto della CR-MN, della TI-BRE, all’ampliamento appena approvato delle enorme acciaieria Arvedi di Spinadesco e alla gestione del piano rifiuti a livello provinciale (inceneritore a Cremona e discarica a Malagnino…).
Sorge spontanea la domanda: cos’hanno queste opere di diverso? Forse in questi casi tocca a loro “mangiare” allora va tutto bene?
A supporto di questo nostro sospetto ci preme chiarire qual è la posizione assunta dalla provincia e da diversi amministratori locali in merito all’opportunità di costruire un centro di raccolta per rifiuti contenenti amianto: questi figuri non si sono opposti in modo coerente contro quest’opera ma hanno posto semplicemente la condizione che la capienza del sito fosse rapportata alle necessità di smaltimento della provincia, come se l’amianto di casa nostra facesse meno male!!!
In realtà ciò che cambia è solo la mano che esercita il controllo sull’affare: nel primo caso tocca alle imprese private, nel secondo caso spetterebbe al centro-sinstra con le proprie “municipalizzate”.

L’OPPOSIZIONE: la questione amianto, per via degli arcinoti rischi per la salute umana che derivano dall’esposizione – ha un indubbio valore emotivo. In parecchi hanno tentato di cavalcare l’onda che sarebbe potuta nascere dalla notizia dell’imminente costruzione della discarica in questione, speculandoci senza ritegno per puri fini elettorali. Come già detto una nuova consultazione è alle porte e la possibilità di raccattare voti fa gola a molti: partiti di destra e sinistra, associazioni e sindacati, fantomatici “cittadini”ed improbabili “liste civiche”. C’è posto per tutti.
La volata alla cordata istituzionale di Torchio & C. è stata principalmente tirata dai partiti (PRC e PDCI), settori del sindacalismo di base e associazioni della cosiddetta sinistra radicale raccolti per l’occasione sotto la sigla “cittadini contro l’amianto” che hanno visto – incapaci come sono di ragionare al di fuori dei meccanismi di rappresentanza – nella comunione d’intenti con gli amministratori locali l’unica via per bloccare questa ennesima nocività.
L’intento anche qui di scaldare i motori in vista della tornata di amministrative c’è sembrato fin da subito evidente, infatti la parola d’ordine “NO ALLA DISCARICA SENZA SE E SENZA MA” s’è ben presto dovuta conformare alla china filo-istituzionale ed è magicamente diventata un “NO ALLA MEGADISCARICA”, decisamente più compatibile ed in linea con le posizioni dei nuovi referenti politici.

I nostri sospetti sono avvalorati dal silenzio assordante in cui sono piombate le voci della “protesta” dal momento in cui è stata sancita la fine della “santa alleanza” col PD per le provinciali. Ciò a dimostrazione del fatto che la battaglia contro la discarica d’amianto non era altro se non un banco di prova, una bilancia con la quale misurare il proprio peso specifico all’interno di quest’alleanza.
E non solo: l’inefficacia della campagna svolta, figlia proprio del disinteresse verso la gente e la voglia morbosa di andare a braccetto coi politicanti locali, s’è manifestata in occasione del corteo di Corte Madama, che ha visto sfilare non più di un centinaio di addetti ai lavori con almeno altrettante bandiere di partito mentre in contemporanea,
alla manifestazione di Cinga de Botti estranea ai sotterfugi politici, abbiamo visto una partecipazione decisamente maggiore da parte della popolazione.

All’affannosa ricerca di consenso si son gettati anche LA DESTRA e la LISTA GERUNDO, capeggiata da quel dossena già esponente di spicco della Lega Nord, famoso per le sue uscite provocatorie e per la sua fame di poltrone pubbliche, che raccolgono tra le proprie fila anche personaggi riconducibili a partiti e movimenti dell’estrema destra. Per entrambi non riteniamo valga la pena di spendere più di tante parole, ma ci preme sottolineare come non ci si possa certo aspettare nulla da chi si rifà anche solo lontanamente ad una tradizione e ad un’ideologia basata sulla subalternità degli strati popolari.
Discorso a parte meriterebbe il Partito della Lega Nord che, fatto proprio l’ormai logoro adagio del partito “di lotta e di governo”, s’è espressa per bocca di alcuni suoi esponenti locali contro la famigerata discarica, dimenticando però che continua a sedere sui banchi della giunta regionale e che si sta apprestando a far votare dai suoi accoliti il candidato del centro-dx SALINI, uomo di CL, fedelissimo di Formigoni e sponso della discarica stessa. Ci chiediamo da una parte con quale credibilità intendono presentarsi di fronte ai proprio elettori e dall’altra quanto bisognia essere ingenui per votare personaggi tanto opportunisti e voltagabbana.

RILANCIAMO: Ciò che manca fin qui nella lotta contro la discarica è un efficace opposizione della popolazione, insomma di chi direttamente dovrà subire gli effetti di un’opera tanto nociva. E’ evidente come la giunta provinciale non possa e non voglia spostare di una virgola gli equilibri in campo, nè tantomeno possono essere utili le sparate di qualche avvoltoio a caccia di “cradeghe”.
Nel contempo riconosciamo tutti i limiti della campagna fin qui condotta: gli sforzi profusi nel tentare di sensibilizzare la popolazione non han prodotto grandi risultati.

Anni e anni di abitudine alla delega a partiti e sindacati ci hanno lasciato in eredità un’involuzione delle coscienze e la completa passività delle persone nei confronti della politica. Proprio in virtù di questo riteniamo che il lavoro di controinformazione e stimolo delle coscienze si debba fare sempre più insistente e capillare.
Una reale e vincente opposizione all’ennesimo ecomostro dve passare necessariamente attraverso un maggiore coinvolgimento da parte di tutti noi.

Riteniamo che vada espresso un deciso, coerente ed incondizionato NO ALLA LOGICA DELLE DISCARICHE. Le strade sono altre: soluzioni alternative sono possibili, quali ad esempio i processi di vetrificazione dell’amianto, in grado di abbattere la pericolosità del materiale con buona pace di chi intende speculare ed arricchirsi alla faccia della nostra salute.
Come assemblea non intendiamo porci alla testa di nessun movimento, il ruolo di capipopolo poco ci si addice. Nemmeno abbiamo in tasca soluzioni preconfezionate da offrire. Ribadiamo come secondo noi solo attraverso la mobilitazione della popolazione locale si possa arrivare a risultati concreti per fermare quest’ennesimo scempio ambientale.

CONTRO LE LOGICHE DI PROFITTO A SCAPITO DELL’AMBIENTE E DELLA NOSTRA SALUTE

NO ALLA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA NE’ QUI NE’ ALTROVE NE’ GRANDE NE’ PICCOLA

PER LA RICERCA DI SOLUZIONI ALTERNATIVE E DEFINITIVE AL PROBLEMA AMIANTO

PER L’AZIONE DAL BASSO, AUTOGESTITA ED AUTORGANIZZATA

PER CHI VOLESSE SCARICARE STAMPARE E DISTRIBUIRE IL VOLANTINO PUO’ FARLO CLICCANDO SU QUESTI LINK:
FRONTE
RETRO

Permalink Lascia un commento

MERCOLEDI 20 MAGGIO – “A COME…AMIANTO”

maggio 5, 2009 at 1:27 pm (COMUNICATI & INIZIATIVE)

L’assemblea STOP NOCIVITA’ CREMA in collaborazione col circolo ALICE NELLA CITTA’ organizza

MERCOLEDI 20 MAGGIO ORE 21 presso ALICE NELLA CITTA’, via Cappi 26 Castelleone (CR)

“A COME…AMIANTO”
di e con Ulderico Pesce

A come...Amianto

-“Vorrei essere amianto per attrarre la tua attenzione.
-L’amianto entra nei polmoni tu mi sei entrata nel cuore.”
A come… Amianto è la storia d’amore tra Nico e Maria. Il primo mira a diventare un giornalista d’inchiesta, pertanto gira l’Italia con una telecamera alla ricerca di informazioni sull’amianto; Maria, invece, vuole diventare cantante, frequenta il conservatorio, e per far fronte alle spese fa pianobar.
Nico ama Maria ma è molto preso dal lavoro che lo porta nelle città italiane dove l’amianto ha seminato la morte, i dati parlano di 3.700 deceduti in quindici anni, e sono previsti 30.000 morti entro il 2030.
E così ritroviamo Nico in luoghi come Casale Monferrato (AL), dove la ETERNIT, fabbricava per l’appunto l’eternit, dal latino aeternitas, eternità, un miscuglio di cemento e amianto, che costava poco, aveva un’alta lavorabilità ed era isolante dal freddo e dal fuoco, usato per le coperture delle case e dei capannoni, per fabbricare tubature idriche di cui sono ancora pini gli acquedotti italiani; Monfalcone (GO), dove si fabbricano navi coibendate con l’amianto; Balangero (TO), dove c’è la più grande cava di amianto di tutta Europa; Biancavilla (CT), una cittadina di 23mila abitanti, circondata da rocce ricche di amianto e Sesto San Giovanni (MI), dove grandi fabbriche quali la Breda, la Falk, la Magneti Marelli, hanno utilizzato l’amianto sin dagli inizi del Novecento.
Ed è proprio a Sesto San Giovanni che Nico vive con il padre Giambattista, operaio alla Breda Fucine, reparto saldatura, dove i lavoratori sono stati esposti all’amianto fino al 1992, anno in cui lo Stato italiano, con un apposita legge, ne ha vietato l’utilizzazione e l’estrazione. Le Istituzioni italiane, con il caso amianto, fanno parlare del “paese della vergogna” perché, mettendo al bando l’amianto solo nel 1992, hanno nascosto per circa un secolo quanto altri sapevano già dal 1898: “l’amianto è altamente cancerogeno.” Ma il problema amianto non è finito nel 1992 perché esistono intere aree da bonificare, un’infinità di prodotti ancora in uso costruiti con l’amianto e soprattutto in molti Stati, come il Canada, ancora è consentito produrre derivati dall’amianto che ancora oggi vengono esportati in Africa, Asia e America Latina.
E’ tale l’amore che Maria ha per lui che, nel tentativo di avvicinarlo di più, comincia a girare anche lei alla ricerca di materiale sull’amianto. E così la ritroviamo a Milano, a casa di Mantovani, il siparista del Teatro alla Scala di Milano che ha un cancro ai polmoni provocatogli proprio dal sipario taglia fuoco, costruito in amianto, che divideva la platea dal palcoscenico.
Grazie all’aiuto che Maria dà a Nico il rapporto si arricchisce e diventa più solido, e quando poi il padre di Nico scoprirà di avere un cancro per aver inalato fibre di amianto in Breda, il loro amore diventa forte come una roccia.

Ma saranno proprio queste ricerche a portare alla coppia…

Permalink Lascia un commento

OPERE NOCIVE AL TERRITORIO, QUALE RISPOSTA?

marzo 10, 2009 at 8:09 am (Uncategorized)

ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDI 19 MARZO ore 21 sala A.MORO - CASTELLEONE

Cave, autostrade, inceneritori, discariche, in Provincia di Cremona si stanno progettando una serie di opere che andranno a devastare irrimediabilmente il territorio e con esso la salute di tutti noi.
Troviamoci e discutiamo sulla necessità di creare percorsi di lotta popolare, opponiamoci a questo modello di sviluppo contro chi vuole imporre la logica del profitto a scapito dell’interesse collettivo e riprendiamoci le nostre esistenze.
La serata è aperta a tutti i soggetti più sensibili all’argomento. Interverranno i vari comitati di lotta del cremonese.
A seguire dibattito e microfono aperto.

ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDI 19 MARZO ore 21 – sala “A.Moro” CASTELLEONE

Permalink Lascia un commento

VOLANTINO FEBBRAIO 2009

febbraio 13, 2009 at 9:02 am (COMUNICATI & INIZIATIVE)

E’ormai risaputo che l’amianto è un materiale estremamente pericoloso e dannoso per la salute; l’immissione delle sue fibre nell’organismo anche in quantità minime può provocare tumori all’apparato respiratorio, asbestosi e mesotelioma pleurico. Quando venne inventato, il famigerato ETERNIT (miscela di cemento e amianto) rappresentava una soluzione conveniente nel campo dell’edilizia e fu largamente impiegato nonostante la tossicità delle fibre fosse nota fin dalla fine dell’800 (in Italia si stima che vi siano tuttora 2.5 mld di m² di amianto-cemento posati). Gli speculatori di allora fecero grandi affari giocando con la salute dei lavoratori costretti a stare a contatto con tale materiale e di larghi strati di popolazione, colpevolmente non avvisata dei pericoli derivanti da tale esposizione.
Ora che si pone il problema dello smaltimento di una tale quantità di amianto vediamo come la logica del profitto a tutti i costi continui imperterrita a farla da padrona: per tutta risposta ci viene propinata la costruzione di una mega-discarica che comporterà tutta una serie di rischi per le persone e l’ambiente ma che resta senza dubbio il metodo più semplice per intascare quattrini.
La discarica non può certo essere la soluzione definitiva al problema poiché non fa altro che rimandare la questione del reale smaltimento più in là nel tempo. I rischi di una simile scelta possono essere facilmente intuiti: contaminazione del terreno e dell’aria non solo nelle aree adiacenti la discarica ma anche lungo le strade che verranno inevitabilmente percorse dai camion adibiti al trasporto e soprattutto presenta grossi rischi di contaminazione della falda acquifera.
Nello specifico la discarica di Cappella Cantone – che nelle intenzioni raccoglierà RCA (Rifiuti Contenenti Amianto) da tutta la Lombardia ed avrà una capacità di 260.000 m³ – dovrebbe essere edificata in un area vicinissima ai centri abitati (Castelleone, Soresina, San Bassano ecc..…) nelle vicinanze del sito di Corte Madama, altra discarica chiusa negli anni ‘90 a causa della presenza di falde acquifere affioranti.
I responsabili di questo ennesimo scempio ai danni dell’ambiente e della salute pubblica hanno nomi e cognomi e interessi ben precisi: il progetto è stato presentato in regione Lombardia dalla ditta CAVENORD dei fratelli Testa, in quota Lega Nord, ed ha ottenuto un primo via libera grazie ad una manovra d’altri tempi della giunta e all’interessamento diretto del vice-presidente regionale, il cremasco Rossoni (FI).
Come Assemblea intendiamo costruire un movimento di lotta dal basso capace di opporsi realmente tanto alla costruzione della discarica – in questa o in altre forme – quanto più in generale alla logica del profitto a tutti i costi; che sappia chiedere con forza che venga posto una volta per tutte fine alla problematica amianto puntando sulla ricerca di metodi alternativi allo stoccaggio in discarica, di certo meno convenienti per i padroni ma più sicuri per la salute. Un percorso in cui sarà necessario spendersi in prima persona rifiutando di delegare ad altri (partiti, sindacati o istituzioni) la lotta, il lavoro di informazione e controinformazione sul territorio, in cui dovremo essere capaci di smascherare gli interessi e le complicità che legano a doppio filo industriali e mondo politico locale, perché questi ed altri scempi non si ripetano mai più….CONTRO OGNI NOCIVITA’!!!!

CONTRO LE LOGICHE DI PROFITTO A SCAPITO DELL’AMBIENTE E DELLA NOSTRA SALUTE
NO ALLA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA NE’ QUI NE’ ALTROVE NE’ GRANDE NE’ PICCOLA
PER LA RICERCA DI SOLUZIONI ALTERNATIVE E DEFINITIVE AL PROBLEMA AMIANTO
PER L’AZIONE DAL BASSO, AUTOGESTITA ED AUTORGANIZZATA

Permalink Lascia un commento

INDISTRUTTIBILE – La tragedia dell’amianto a Casale

febbraio 13, 2009 at 8:52 am (STORIA)

Casale Monferrato, Eternit. Questo triste matrimonio durato un’ottantina di anni nel 1900 ha lasciato per strada centinaia di morti a causa delle fibre sottili di amianto che hanno respirato e che condannano molti di noi negli anni a venire ad una malattia terribile: il mesotelioma pleurico.
Il 40% del totale dei casi si registra fra gli ex lavoratori dello stabilimento, il 60% fra i “civili” ….

Permalink Lascia un commento

Prossima pagina »